Per scrivere a suor Nella Letizia: nellaletizia@giovani.org
Per chi non vuole che il Natale diventi solo una confezione luccicante svuotata del suo contenuto religioso, propongo di ritagliarsi nei giorni di Avvento un tempo quotidiano per la preghiera, per preparare il cuore all’attesa di Cristo. Per impare e interiorizzare l’attesa propongo una bella riflessione di un prete francesce recentemente scomparso, Jean Debruynne.
Dio, tu hai scelto di farti attendere tutto il tempo di un Avvento.
Io non amo attendere.
Non amo attendere nelle file.
Non amo attendere il mio turno.
Non amo attendere il treno.
Non amo attendere prima di giudicare.
Non amo attendere il momento opportuno.
Non amo attendere un giorno ancora.
Non amo attendere perché non ho tempo e non vivo che nell'istante.
D'altronde tu lo sai bene, tutto è fatto per evitarmi l'attesa:
gli abbonamenti ai mezzi di trasporto e i self-service,
le vendite a credito e i distributori automatici,
le foto a sviluppo istantaneo, i fax e i terminali dei computer,
la televisione e i radiogiornali...
Non ho bisogno di attendere le notizie: sono loro a precedermi.
Ma tu Dio hai scelto di farti attendere il tempo di tutto un Avvento.
Perché tu hai fatto dell'attesa lo spazio della conversione,
il faccia a faccia con ciò che è nascosto,
l'usura che non si usura.
L'attesa, soltanto l'attesa, l'attesa dell'attesa,
l'intimità con l'attesa che è in noi
perché solo l'attesa desta l'attenzione
e solo l'attenzione è capace di amare.
Tu sei già dato nell'attesa,
e per te, Dio, attendere, si coniuga come pregare.