Giovani.org
03 settembre 2010 - ore 22:01  
Focus On

Agorà dei giovani italiani

Agorà dei giovani italiani
È l’entusiasmante proposta che parte in questi giorni, da Loreto, per la Chiesa italiana: un triennio di attenzione ai giovani. La notizia non può che riempirci di gioia!
Invitiamo tutti a seguire lo sviluppo di questo progetto in compagnia della comunità del sito.
Mentre, a nome dei giovani italiani, ringraziamo i Vescovi per questa stimolante avventura che ci offrono, possiamo subito dare una risposta attiva andando a leggere con attenzione l’origine di questa splendida idea, che si trova nel comunicato finale del Consiglio permanente della CEI, marzo 2006:
www.agoradeigiovani.it
 
Nel quadro della programmazione riguardante il secondo quinquennio degli orientamenti pastorali e in continuità con le riflessioni espresse nell’ultima sessione del Consiglio Permanente circa una più decisa attenzione al mondo giovanile, i vescovi hanno approvato la proposta di un percorso nazionale, articolato in tre anni, che sarà più compiutamente presentato nel corso dei lavori della prossima Assemblea Generale. L’orizzonte tematico (che tiene conto tra l’altro della Traccia preparatoria del 4° Convegno Ecclesiale nazionale di Verona, dei Messaggi per le prossime Giornate Mondiali della Gioventù, dell’Enciclica Deus caritas est e della Costituzione conciliare Gaudium et spes) sarà quello della missionarietà: il primo anno (2006-2007) sarà caratterizzato dalla dimensione dell’ascolto; il secondo (2007-2008), dalla dimensione dell’annuncio e della testimonianza nella relazione interpersonale; il terzo (2008-2009) dalla dimensione della missionarietà declinata nelle forme dell’azione culturale e sociale. Il percorso sarà ritmato a livello nazionale da alcuni eventi significativi: un pellegrinaggio-incontro nell’estate 2007; la Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney nell’estate 2008; un pellegrinaggio locale in contemporanea su tutto il territorio nazionale, nell’estate 2009, a chiusura dell’itinerario triennale.
(Consiglio permanente della CEI, Comunicato finale della sessione 22-25 marzo 2006, Roma 28 marzo 2006, n. 4)
 
 
Il 19 maggio 2006, nel corso dei lavori della LVI Assemblea Generale, l’iniziativa triennale viene comunicata a tutto l’Episcopato dal Presidente della Commissione Episcopale Famiglia e Vita. Il dibattito evidenzia la positiva accoglienza della proposta, soprattutto in ragione della sua continuità e chiarezza di obiettivi.
Oltre ad esporre le linee di fondo della proposta, la comunicazione sottolinea la necessità di suscitare una forte motivazione nei responsabili diocesani per la pastorale giovanile, elementi centrali per la riuscita del triennio e delle iniziative collegate.
 
Occorre però aggiungere una considerazione, da cui dipende il felice esito dell'intera iniziativa: la motivazione dei responsabili diocesani ed associativi. Il progetto infatti è assai impegnativo: questo è un suo pregio (perché è chiaro che non ci si accontenta di un evento), ma anche un suo limite (perché potrebbe apparire come un ulteriore impegno di cui non si avverte la necessità o che non si ha la capacità di sostenere). Una possibile reazione di difficoltà è spiegabile anche per il fatto che esiste nelle diocesi italiane la diffusa tendenza ad affidare la pastorale giovanile a chi ha già uno o più incarichi pastorali (segnatamente quello di parroco), cosicché quelli che dovrebbero essere i "motori" dell'iniziativa possono trovarsi in condizioni di non avere tempo ed energie per attuarla.
Per suscitare tale motivazione, sembra importante:
  • che si percepisca in modo chiaro la volontà dell’Episcopato di esprimere e realizzare con questa iniziativa un’attenzione prioritaria autentica e non episodica al mondo giovanile: la prospettiva di spendere energie, tempo e denaro per poi ritornare alle condizioni di prima (solo più stanchi) parrebbe a tutti difficilmente accettabile;
  • che questa volontà si materializzi, sin dall'inizio dell'esperienza, mediante un deciso investimento di energie (formazione, strutture, denaro, tempo...) in quelle che sono le strutture portanti e le persone-chiave della pastorale giovanile;
  • che il percorso triennale si configura come un’opportunità di riflettere e sperimentare sopra una dimensione (quella missionaria) che è ancora poco praticata e poco integrata nella prassi ordinaria, ma che non può non essere affrontata con decisione;
  • che la proposta coinvolga tutta la comunità cristiana nelle sue articolazione territoriali, associative e di settore, anche grazie alla decisa azione dei vescovi diocesani;
  • che la proposta sia elastica e stimolante ad un tempo, in modo che tutti possano trovarci qualcosa di utile e di praticabile, in armonia con i propri percorsi diocesani ed associativi;
  • che i responsabili si sentano chiamati personalmente in causa come soggetti attivi e propositivi (e non meramente esecutivi) dell'intero processo. Questo richiede un serrato lavoro di contatto, ascolto e promozione a livello nazionale e regionale.

(Giuseppe Anfossi, Comunicazione alla LVI Assemblea Generale, Roma, 19 maggio 2006, §. 5)


Altri articoli:

commenti Commenti

Titolo:
Nome:
Messaggio:
Agorà dei giovani di Rosa (20-09-2006)
Considero il programma triennale qualcosa di estremamente significativo. La mia preoccupazione è per le numerossime ma allo stesso tempo piccolissime realtà parrocchiali del Sud, dove in alcune realtà si vive sotto un'apparente tranquillità. La preoccupazione che il programma non possa essere recepito.