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GMG: voce ai giovani partecipanti!

di Marco Pappalardo

Adolescenti e giovani di ritorno da un evento che li ha segnati, ora in cammino nel quotidiano, forti di un incontro speciale, della condivisione, della fatica, del ritrovarsi Chiesa, del sentirsi voluti bene dal Papa, dell’essere stati accarezzati dall’amore di Dio

 

Sono “la gioventù del Papa” – lo hanno gridato più volte sotto il sole cocente e la pioggia scrosciante - , tornati a casa dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid. In questi giorni si spendono a dovere molte parole e le energie di importanti commentatori per analizzare come sono andate le giornate madrilene e per tracciare un quadro dei partecipanti. I social network ci permettono invece di leggere i sentimenti dei giovani della GMG, dei protagonisti che da soli danno un’impronta chiara all’esperienza per quanto in questa prima fase sull’onda dell’entusiasmo. «Rendo partecipi tutti – scrive Nicola - della bellissima esperienza fatta a Madrid. Sette giorni stupendi, tante emozioni, parole, qualche lacrima, insomma indimenticabile! Le catechesi hanno lasciato dei messaggi molto diretti! Che emozione camminare per la città e vedere che ci sono moltissimi giovani che sono lì come me! Un’emozione bellissima è stata quando è arrivato il Papa con parole ricche di passione e amore per Cristo e i giovani». Naturalmente, col passare dei giorni e la rilettura di quanto vissuto, si potrà andare più a fondo e all’essenziale, ma già è una grande ricchezza come dice Martina: «Appena tornata dall’esperienza più bella della mia vita. La GMG ti cambia totalmente! Grazie alle persone che ho conosciuto, a quelle che non ho conosciuto ma che ho salutato, a quelli con cui ho pregato, cantato, ballato, riso, giocato e ovviamente grazie a chi ha reso questa settimana speciale». Troviamo anche chi ha già ripreso gli appunti fissati su carta e nel cuore in quei giorni, andando oltre le emozioni come un’altra Martina: «Molte sono le membra, ma uno solo è il corpo». Mai come alla GMG ho percepito la bellezza e la realtà delle parole di San Paolo. In pochi giorni ho compreso cosa significhi essere Chiesa. Giovani da ogni parte del mondo stretti intorno alla Croce, una ricca molteplicità resa unità non da una bandiera, né dalla lingua, né tantomeno da una cultura comune ma unicamente dall’amore di Cristo. “Speranza” ecco la parola-chiave della mia GMG. Dice il Papa: “Il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino…”, questa è la speranza del cristiano, consapevole che il bene sconfigge il male, che la Resurrezione vince la morte. Esiste una gioventù che ha accolto il dono della fede e della speranza e che, grazie a queste, è in grado di cambiare il corso della storia, di testimoniare che Dio è presenza viva nel mondo». Il Santo Padre crede in questa gioventù, sa che non è “proprietà privata” o un manifesto da sbandierare, crede nella capacità generativa del sentirsi amati, della fiducia, dell’ascolto, della libertà responsabile, dell’accoglienza senza preconcetti. I giovani a Madrid lo hanno capito, si sentiti voluti bene, hanno ricambiato, hanno accolto un dono, ora sono tornati!
» 1 Commento
1"...la mia emozione"
a giovedì 29 settembre 2011 18:43da Antonella
Vi dono la mia emozione... ho 37 anni, 3 GMG nello zaino e Madrid ancora nel cuore... ho iniziato la prima volta con la voglia di partire e scendere in profondità... la scorsa estate ho tanto atteso il momento della partenza perchè da giovane...adulta avevo bisogno ancora di respirare la novità di Cristo a dimensione mondiale. Mi hanno trascinata giorni di speranza e gioia, decisa a ritrovare l'entusiasmo che avevo anche undici anni fa, quando il Giubileo romano mi ha inondata di fede... E questo Madrid mi ha dato: la consapevolezza che pur crescendo non si perde la spontaneità di un bimbo che prega il Signore, anzi si acquista ogni giorno di più la certezza che remando insieme la meta diventa sempre più chiara. Preghiera, cammino, il caldo fuori e dentro al cuore...ma anche la certezza di fare la cosa giusta. Lasciamo che le nostre voci urlino dai tetti le emozioni vissute, perchè è proprio in quelle profonde emozioni che c'è Dio! Anche nella lacrima che scende mentre saluti un amico
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