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| India, la persecuzione “fa bene” alle vocazioni |
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“Quando la diocesi nacque nel 1968, c’erano solo 600 cattolici e 3 preti. Oggi ne abbiamo 35”. La singolare moltiplicazione matematica nella diocesi di Sagar, nello Stato del Madhya Pradesh, non è un caso e neppure qualcosa che sorge dal nulla. Già, perché questo Stato dell’India del Nord è il secondo per episodi di violenza religiosa: ben 654 atti violenti a sfondo religioso, per lo più contro la minoranza cristiana. Ebbene, il vescovo della diocesi locale, monsignore Anthony Chirayath, ha spiegato: “Ho preso coraggio da questi giovani che scelgono di servire la Chiesa di fronte alla violenza”. Il presule ricorda che “questi ragazzi conoscono che vi sono persecuzioni e omicidi verso suore e preti, ma nonostante questo vengono per diventare sacerdoti e religiose”. Per dare l’idea di questo boom, segnala il sito dell’associazione Aiuto alla Chiesa che soffre, basti pensare che il seminario minore potrebbe ospitare al massimo 15 studenti ma al momento ne accoglie ben 25.
Anche sul fronte delle vocazioni femminili il vescovo indiano può annunciare che si è di fronte ad un boom: “Le ragazze sanno che molte suore sono state violentate, sfruttate sessualmente oppure uccise, ma siamo pieni di vocazioni femminili: Dio ci ha dato grandi benedizioni”. Lorenzo Fazzini
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