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| Usa, un prete su tre nato all’estero |
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La globalizzazione nella Chiesa ha anche il loro volto, quello dei preti stranieri che operano in altri contesti, soprattutto con un movimento missionario «all’incontrario», cioè dal Sud del mondo al Nord. Negli Stati Uniti sono anche i dati a dirlo: i sacerdoti nati altrove rispetto agli States sono in crescita e quest’anno hanno rappresentato il 30% dei presbiteri neo-ordinati. La maggior parte proviene da Messico, Colombia, Filippine, Polonia e Vietnam.
Attualmente il tasso di «estraneità» all’interno del presbiterio americano è del 20%: quindi quello di quest’anno è un dato che segna una netta crescita. Ad esempio, nell’arcidiocesi di Newark, nel New Jersey, tale tendenza è ancor più pronunciata: su 12 ordinati quest’anno, ben 10 sono «foreign born», mentre l’anno scorso erano 10 su 13. Le provenienze? Anche qui dominano Sudamerica e Europa dell’Est con punte asiatiche: Croazia, Repubblica dominicana, India, Nicaragua, Polonia e Filippine. E in una recente indagine della Georgetown università di Washington nelle parrocchie del Paese si è scoperto che il 34% dei fedeli ha dichiarato che un prete straniero ha servito regolarmente nella loro parrocchia negli ultimi 5 anni. Lorenzo Fazzini
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