Come si può essere educatore di un gruppo giovanissimi?
Se qualcuno mi chiedesse cosa si deve fare...
...per essere un buon educatore di un gruppo di adolescenti sicuramente non direi che bisogna conoscere quella particolare tecnica di animazione oppure usare un gergo particolare. La cosa più importante è sicuramente esserci. Per il giovanissimo l’educatore è quella figura che sta a metà strada tra l’amico e il genitore, è la persona alla quale si possono raccontare le marachelle ma anche alla quale si chiede consiglio su come risolvere una difficoltà, togliersi un dubbio.
Per questo l’educatore deve essere capace di non lasciarli mai scappare, deve avere per loro sempre la porta aperta e fargli sentire il bene che gli si vuole.
Ben vengano le serate a cena, le partite a calcetto, le uscite al cinema… ma mai dimenticare il ruolo che si ha nei loro confronti. Spesso l’adolescente cerca in noi educatori una figura da imitare, vedono l’immagine del giovane e dell’adulto che sono in procinto di diventare. Come educatore bisogna sentire questo “peso” e renderlo carica positiva per alimentare prima di tutto la nostra fede e farla crescere sempre di più, solo in questo modo si può dimostrare quanto si è interessati a loro, alla loro vita, ai problemi a volte insostenibili per questa età.
Con l’adolescenza ci si ritrova a mettere in discussione tutto a voler cercare le ragioni per le quali si fanno certe cose, si vuole essere autonomi, ma ancora, autonomi, non lo si è del tutto e quindi si cercano le risposte dalle persone che si hanno vicino.
La missione dell’educatore è ESSERCI.
Mauro Pizzale
» 2 Commenti
2Commento a domenica 25 gennaio 2009 08:14da Eli
Mi han detto che mio figlio adolescente per tornare a "credere" deve incontrare un vero "testimone" di fede...purtroppo ciò mi ha fatto riflettere su come IO testimonio la mia fede.
1Commento a venerdì 07 novembre 2008 21:54da pasquale