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Domenica 21 marzo
Per ascoltare
(Gv 8,1-11)
«Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Per riflettere
C’ero anche io sulla piazza, quando hanno portato l’adultera. Pensavo che Gesù avesse in mente una punizione esemplare, per una donna della peggior specie. A forza di lasciar correre, sarebbe andato tutto a rotoli. Non si può perdonare tutto. Certe cose sono troppo pesanti. Me l’ha detto anche mia moglie: “Se mi tradisci, ti lascio” (sì, sono sposato, adesso, la mia strada non era di fare l’apostolo come Pietro, Giovanni, e gli altri; ma anche in questa vita, cerco di amare come mi ha insegnato Gesù; mia moglie non capisce tanto, ma un giorno forse si apriranno gli occhi anche a lei…). Dicevamo: “Se mi tradisci, ti lascio”. Quando dice così, mia moglie ha ragione, forse, la capisco… vent’anni fa l’avrei detto anch’io, anzi peggio: “Se mi tradisci ti ammazzo”. Poi ho visto quella donna, dopo che tutti erano andati via. Li ho spiati da lontano. Gesù ha parlato con lei. Mi ha fatto rabbia, come al solito: la trattava con amicizia, con calore, come se stesse parlando con noi; anzi, con una certa dolcezza in più. “Va’, e d’ora in poi non peccare più”. Quella donna era un’altra. Non era più la perfida traditrice di prima. Non era più umiliata e spaventata. Era una persona. Anzi: era una persona nuova. Sono stato curioso fino in fondo, ho voluto conoscere suo marito (anche noi uomini siamo pettegoli e curiosi, a volte…). Non voleva parlare, mi ha pregato di lasciarlo stare. Solo due cose mi ha detto: “La tradivo anche io… stavamo sbagliando tutti e due. Ma ora è diverso”. Anche lui era un uomo nuovo.
Per pregare
Signore Gesù,
ci sono delle pagine dei vangeli
che hanno il potere di scuotermi,
hanno il potere di aprirmi il cuore,
di mettermi davanti il mio peccato.
Anch’io, a pensarci bene,
sono tra quelli che spesso accusano
senza appello,
che giudicano senza pietà,
che emettono facili sentenze.
Poi sento pagine come questa,
ascolto le Tue parole
che mi arrivano fin dentro.
Allora riconosco il mio peccato,
simile se non più grande
di quello che accusavo negli altri.
Abbi pietà anche di me Signore. Amen.
» 3 Commenti
3"il peccato" a lunedì 22 marzo 2010 03:50
Le parole scagli la prima pietra chi non ha peccato per me sono tra le più importati del vangelo. Infatti chi di noi non ha peccato? nessuno, l'uomo non può non peccare perchè se no sarebbe Dio e non uomo. Dio lo sa e ci accetta per quello che siamo dei peccatori che devono sempre migliorarsi. Buona serata a tutti
2"IL PERDONO" a lunedì 22 marzo 2010 03:49
MI riconosco anch'io in questa scena che purtroppo ho vissuto; Signore aiutami a saper perdonare chi mi ha ferito nell'anima, infatti mi rendo conto che molte volte accuso i miei fratelli senza che abbiano la possibilità di difendersi, in molti episodi sentenzio la colpevolezza di comportamenti che vedo fare al mio prossimo, prima di giudicare gli altri ricordi che anch'io non sono un santo, sono solo polvere e devo ritornare così, non ho alcun diritto di scagliare pietre ai miei simili, grazie anche per la malattia con cui è minato il mio fisico, perchè penso sia un modo con cui mi fai ricordare la mia debolezza umana. Signore, io faccio molta fatica ad avere il motto di s. Carlo Borromeo "umilitas" come direttiva della mia vita, la mia natura mi porta al contrario verso gli onori e la gloria, aiutami a saper confidare esclusivamente in Te. Signore mi rimetto al Tuo giusto arbitrio, fa che anch'io d'ora in poi non pecchi più, ascolti e metta in pratica la Tua parola.
1"ti perdono ma......" a lunedì 22 marzo 2010 03:48
la parola perdono, purtroppo, è diventata una abitudine, cui aggiungiamo sempre la parolima "ma", che condiziona il perdono stesso, poichè nega al colpevole il suo libero arbitrio. Gesù in un altro passo del vangelo , rispondendo a Pietro, ci dice che noi dobbiamo perdonare non solo fino a 7 volte, ma fino a settanta volte 7. Ciò che il vangelo di oggi ci suggerisce con la frase va e non peccare più è di togliere dal nostro perdono quella piccola parolina "ma" che ci impedisce di diventare persone nuove.
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