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La posta di Don Domenico
Sono una ragazza della Sardegna tanto triste

...di Susanna (.............28 agosto 2011)

Carissimo sono una ragazza della Sardegna tanto triste.. sono sposata da un anno e mezzo mese più mese meno.. da circa un anno sono tornata a vivere nella mia terra e ora aspetto un bambino.. La mia tristezza è dovuta al fatto che io e mio marito viviamo sopra casa dei miei genitori.. Ma il problema è che lui ha un carattere completamente diverso dal nostro.. E' sgarbato con loro, che meriterebbero tanto, li tratta male e questo mi fa soffrire perché io amo mia madre mio padre e mio fratello che meritano tutto il rispetto del mondo perchè sono i miei angeli.. cosa posso fare affinché nella mia famiglia torni la pace e la serenità e che mio marito abbia un comportamento educato e rispettoso nei loro confronti? grazie

...la risposta di don Domenico

Carissima Susanna,
la cosa migliore da fare è allontanarsi come abitazione dalla tua famiglia di provenienza perché questa vicinanza pone tuo marito in casa d’altri e soprattutto gli impone un contesto che non ha scelto. Lui ha sposato te, non la tua famiglia. Nelle relazioni non siete alla pari e tu lo soffochi con i tuoi parenti. Li definisci addirittura angeli. E’ giusto che tu voglia loro bene, ma la bibbia dice che si deve tagliare di netto con la famiglia precedente: “lascia suo padre e sua madre”… Tu l’hai fatto questo? Hai costruito una vera nuova famiglia senza puntelli comodi o sei tornata a casa tua?
A lui direi di essere più esplicito nel valutare la sua situazione con te, di parlarne, di dire tutta la sofferenza che prova e che non riesce a comunicare e di non mancare mai di rispetto e di comunicazione serena.
Ricordati però che la maggior causa di rottura dei matrimoni è dovuta ai genitori dell’uno o dell’altra perché non si è riusciti a fare il salto verso una nuova famiglia. La bibbia è sempre stata chiara anche su altri temi, come il rispetto della donna, ma noi non abbiamo orecchi per ascoltare e lasciarci cambiare. Ciao. Rischia di più, anche economicamente, altrimenti perdi tutto
Ciao
don Domenico


 
Ho una grave malattia incurabile

...di Maria (Ascoli Piceno, 27 agosto 2011)

Caro Don Domenico,
sono Maria le scrivo poichè in quest'ultimo periodo sono in forte crisi spirituale. Purtroppo ho una grave malattia incurabile dal punto di vista scientifico. Ho sempre sperato nella guarigione ma allo stesso tempo ho chiesto al Signore la forza di amare la croce ma ancora non ci riesco. A volte ripenso alle parole di Gesù " CHI VUOL VENIRE DIETRO DI ME RINNEGHI SE STESSO PRENDA LA SUA CROCE E MI SEGUA" ma mi rendo conto di non essere coerente alla sua parola in quanto spesso cado nello sconforto e nella paura che non ci siano più speranze. Quando la mia malattia peggiora temo di essere abbandonata dal Signore e di non poter mai condurre una vita normale. Spesso mi chiedo perchè mi sia capitata questa rara malattia e se in seguito potrò mai sentirmi realizzata in un lavoro e in una famiglia. Le chiedo una preghiera per me . Grazie per la sua attenzione.

...la risposta di don Domenico

Carissima Maria,
sicuramente la mia povera preghiera ti è garantita. La croce è sempre un grande mistero, non nel senso che è una cosa che non si capisce, ma nel senso che è una esperienza coinvolgente, drammatica, grande più di noi in cui è inscritta una presenza di Dio assolutamente decisiva. E’ una prova della fede e una profonda prova della vita e del suo senso. Per questo non ti devi mai scoraggiare, ma essere convinta che è una strada in cui Dio ti sta accanto anche se ti sembra di non vederlo. Non sentirti mai abbandonata da Dio. La preghiera che io farò per te è soprattutto questa. Se tu avrai sempre questa certezza non temerai più nessun dolore. Ciao e che Di ti accompagni
don Domenico


 
Dio mi ama ugualmente?

...di Marco (Novara, 23 agosto 2011)

Buongiorno, Le scrivo in quanto capita a volte di avere problemi con la masturbazione e di non riuscire a resistere quando il fastidio testicolare raggiunge alti livelli. Mi confesso regolarmente e prego, ma a volte non capisco se Dio mi ama ugualmente e mi viene una gran paura dell'inferno. Anche con la ragazza ci sono spesso desideri sessuali e non capisco dove sta il confine tra il lecito e ciò che Gesù ha additato come peccato grave "Chi guarda una donna per bramarla...ecc...". Mi può illuminare? Grazie mille

...la risposta di don Domenico

Carissimo Marco,
per prima cosa non ti mettere davanti l’inferno per averne paura e per mettere tutta la tua vita sotto questo segno. Devi cercare di amare il Signore, di essere suo discepolo, di innamorarti della vita piena ch Lui ti dà. Le tue fragilità riconosciute indicano che hai bisogno sempre di Dio per essere buono. Avrai capito che nella tua vita ci sono certi tempi in cui non pensi nemmeno alla masturbazione, sono tempi in cui vivi in pace con te stesso, con tutti, in cui non ti lasci andare a banalità, in cui hai un sentimento d’amore entusiasta nei confronti della tua ragazza, sono i tempi della generosità verso gli altri, in cui vedi gli altri più importanti di te, in cui non stai a guardarti allo specchio, ma hai degli ideali di bellezza e generosità nel cuore e nella vita. La vita sessuale è immagine dell’equilibrio della vita quotidiana. Con la tua ragazza la ricerca fondamentale è quella dell’amore pulito, della comprensione vera dei cuori, del saper aspettare per crescere ed essere sempre meno autocentrato. Se sei onesto con te stesso capisci molto bene quando nei rapporti hai il cuore pulito e tendi al bene della tua ragazza e non solo al tuo.
Hai un tempo nella tua vita per la preghiera, per metterti in cuore le parole e la vita di Gesù?
Ciao
don Domenico


 
Da soli non ce la possiamo fare

...di Daniela (Cardedu - OG 15 luglio 2011)

Carissimo don Domenico,
sono una casalinga di 41 anni, madre di tre figli. Sono sposata da 20 anni e, grazie a DIO, la nostra famiglia è unita dall' immenso amore di DIO. Anche attraversando non poche difficoltà. Tutto ciò che abbiamo sono i nostri 3 figli, li abbiamo cresciuti solo con le nostre forze senza l'aiuto di nessuno. Non abbiamo mai avuto aiuti economici ed ora ci ritroviamo ancora senza una nostra casa. I tempi sono difficili perchè a casa lavora solo mio marito. Io faccio la madre a tempo pieno, mi occupo di tutti con vero amore e sono convinta che è più importante la famiglia che il denaro. Però adesso sono varamente oppressa perche' la casa e' necessaria. Prego sempre e chiedo aiuto tutti i giorni al SIGNORE. Sono sfinita, da soli non ce la possiamo fare. Le chiedo di pregare per noi affinchè la divina provvidenza pensi anche a noi. Ho paura di sbagliare a chiedere questo al SIGNORE perchè è un bene materiale. Non so mi dica lei. Non si dimentichi di me. Una santa giornata e attendo una sua risposta

...la risposta di don Domenico

Carissima Daniela,
non si lasci mai dettare l’umore dalla mancanza di beni materiali, che pure sono necessari: non smetta di affidarsi a Dio e di affidargli la sua famiglia. Il necessario c’è e la vostra bella unità di famiglia la faccia godere anche a chi ha di meno, a chi non solo non ha casa, ma manca anche di pace, di concordia e di lavoro. Il Signore non ci abbandona. Richiedere beni materiali non è una cosa sbagliata. E’ sbagliato non affidarsi a Dio e ribellarsi, perdere la pazienza dell’attesa. Nel chiedere con fiducia Dio ci farà capire se ciò che chiediamo è così importante e necessario. Conosco genitori che hanno lavorato tutta la vita per pagarsi la casa e poi i figli non l’hanno voluta o non ne hanno avuto bisogno. Ne valeva la pena? Forse si, ma solo Dio lo sa e non le farà mancare saggezza e speranza.
Saluti
don Domenico


 
Scarico la mia croce su mia madre

...di Francesca (Verona, 10 luglio 2011)

Buongiorno don Domenico,
seguo con molta attenzione la sua rubrica. La stimo molto come persona, visto anche i grossi incarichi che ricopre nell'ambito della Chiesa. Le scrivo per un dilemma di fede: in questo periodo io sto vivendo una grossa croce che faccio ricadere troppo spesso su mia madre nonostante i miei buoni propositi e la confessione, infatti sono disoccupata da tanti anni, ho fatto solo lavori precari. Mio padre vorrebbe che mi occupassi di buste paga ma per me forse è troppo dura, sto facendo un corso per operatore socio-sanitario in ospedale, sono all'inizio quindi è tutto nuovo. A volte non mi sembra di essere tanto portata. Così a casa mi sfogo picchiando mia madre, perchè non è bello essere sempre disoccupata a casa. A nulla servono le preghiere e le buone intenzioni. Mi dia un suo consiglio. Grazie.
Francesca.

...la risposta di don Domenico

Carissima Francesca,
intanto non permetterti mai più di picchiare tua madre. E’ un gesto ignobile e disumano al massimo. Per il resto cercati qualcuno che ti aiuta a capire che cosa vuoi fare nella vita. Non leggo nel tuo scritto nessuna tua attività di carità, di servizio ai poveri, di generosità, continui a girare su te stessa e nella tua famiglia. Il mondo è un po’ più grande e molte persone attendono solidarietà e amicizia, dedizione e compagnia. Buttati a vivere gratuitamente e non continuare a ruotare attorno a te. Le preghiere e le buone intenzioni nascono da un cuore generoso altrimenti sono fughe e magie.
Ciao
don Domenico



 
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