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La salvezza del sacerdozio è solo Lui |
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...di Gianni (.....1 settembre 2010)
Caro vescovo Domenico,
con tutto il rispetto, io ho l'impressione che voi vescovi, al contrario del Papa, non abbiate ben compreso quale sia la posta in gioco.
Prima di tutto voglio dire che sono sempre grato al Padre che ancora oggi, nonostante noi nella Chiesa spesso facciamo di tutto per ostacolarlo, chiama uomini veri ad amarlo totalmente.
Dialogare con i sacerdoti dice lei. Mi chiedo, ma cosa significa essere sacerdoti?
Cristo ne scelse dodici, tra gli uomini più diversi, un pescatore, un adolescente, un esattore, un padre di famiglia, forse un ladro, e stette con loro, vivendo tutti insieme, mangiando tutti insieme, camminando tutti insieme. Oggi ciò che caratterizza il sacerdozio è la solitudine.
Cristo li mandò due a due a predicare, guarire e scacciare i demoni. Oggi ciò che caratterizza il sacerdozio è la scrivania.
Cristo ha lavorato trent'anni come carpentiere. Oggi non sanno neppure cos'è la fatica, sono bravi solo a segnare messe per i defunti.
Cristo disse loro guardate gli uccelli del cielo come vivono. Oggi hanno un bello stipendio che è uno schiaffo a chi si suda la pagnotta in fabbrica o in ufficio e guadagna anche meno e magari deve pagarsi un mutuo perché non si ritrova una casa bella pronta.
Cristo era tutto del Padre. Oggi i sacerdoti ci credono ancora? Uno li vede come dicono messa e si chiede: ma ci credono ancora? Uno vede che ormai non confessano più e si chiede: ma ci credono ancora?
Uno è sacerdote per sempre, o è parroco per sempre? Cristo ha istituito il sacerdozio, non il parrocato, un'istituzione che forse imborghesita com'è ha fatto davvero il suo tempo.
Nel giro di vent'anni in Italia forse questo modello di prete sarà scomparso per estinzione naturale, perché quale giovane può mai dare la vita davvero per una cosa del genere? Potrà farlo uno che non ha né arte né parte, che vuole ritagliarsi un piccolo orticello dove esercitare il potere, ma oggi un uomo, oggi un giovane con un cuore vivo non potrà mai dare la vita per una cosa del genere.
Allora davvero, venga Gesù a rinnovarci, venga Gesù a scompaginare le nostre carte! Venga Gesù a prendere noi borghesi e a farne suoi apostoli.
La salvezza del sacerdozio è solo Lui.
...la risposta di don Domenico
Carissimo Gianni,
le tue affermazioni sono taglienti; falle con amore anche verso questa umanità dei presbiteri che è fragile e debole come quella di tutti noi. La settimana scorsa ho ordinato tre nuovi sacerdoti due giovani e un adulto. Tra due settimane ne ordinerò un altro e due diaconi che si preparano a diventarlo l’anno prossimo. Non mi sembra che abbiano in cuore quello che tu dici: hanno ideali belli e sono disposti a donare la vita per questo popolo di Dio. Accanto a preti che sono come quelli che descrivi tu, ce ne sono tanti altri che pregano, che lavorano, faticano, si dedicano, non hanno un minuto di tempo che per gli altri. E’ come la vita di tutti. Ci sono anche molti laici che abbandonano la famiglia, che non lavorano con impegno, che si lasciano incantare dal male. Siamo tutti nella stessa barca e tutti ci dobbiamo aiutare, tanto più che chi è battezzato è sacerdote di Cristo, ha dovere di lode verso Dio, di parola e di servizio verso tutti; ha corresponsabilità con i presbiteri nel vivere la comunione e la missione della chiesa, nel vivere in comunione con Dio e in accordo tra noi e nell’annunciare il vangelo. La chiesa Gesù non l’ha regalata ai preti, ma a tutti i battezzati come te e come me; e se va male è colpa di tutti. Spesso abbiamo i preti che ci meritiamo, perché li abbiamo abituati noi ad essere funzionali alle nostre comodità, al nostro pensare la fede una assicurazione invece che un dono impegnativo. Venga Gesù è la preghiera di sempre della chiesa e noi lo invochiamo tutti i giorni, perché sappiamo che il centro è Lui.
Grazie per le critiche, ma anche per l’amore che vorrai portare ai presbiteri.
Ciao
don Domenico
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Una grande voglia di farla finita |
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...di Cristina (Lucca, 30 agosto 2010)
Caro Don Domenico ,
mi trovo "stranamente" in questa pagina internet dopo una ricerca per Ricominciare! Il suo nome è per me un ricordo Dolcissimo verso una persona scomparsa che era il mio padre spirituale nell'adolescenza; un uomo solare il sorriso fatto persona ...
Brevemente..
Ho 35 anni e da 5 alterno tra alti e bassi fino ad essere arrivata da qualche mese sul baratro con una grande Voglia di farla finita ! Il Problema o meglio la mia Malattia è Invisibile come la sensazione che io ho di me stessa ! Bulimia o meglio Solitudine ricerca di Amore di un posto in un cuore ...mi sento Morta Sola Abbandonata come un cane randagio , il tutto perchè a 11 anni ho deciso di essere perfetta di non dare disturbo alla mia famiglia già tanto provata dal dolore per la malattia di mio fratello( cardiapatico -epilettico con disturbo Bipolare) aggravato sempre più nel tempo , per le gravi ristrettezze economiche in cui versiamo da sempre ..Ho deciso di far silenzio di stringere i denti ..forte ..di andare avanti cambiando e soffocando me stessa . Oggi ho 35 anni e negli ultimi 5 anni ho visto mio fratello tentare il suicidio ben 5 volte , mia sorella ridursi ad una larva di 43 Kg , mia madre in fin di vita da 1 infarto mio padre distrutto dal dolore..io ho stretto ancora i denti sostenuta dalla fede poi il crollo psicofisico il mio corpo ha cominciato a presentarmi il Conto , e quando io ho per la prima volta chiesto Aiuto (cosa strana per chi mi stava accanto) le porte le ho trovate chiuse pensando che avrei superato i miei problemi da sola.. il ruolo di dama di ferro mi si è ritorto contro! Lì ho cominciato ad autolesionarmi perchè mi sono resa conto di non valere niente !
E Dio ? In questi ultimi anni ,nonostante il dolore Grande nonostante le litigate che io ho fatto con Lui allantanandolo , so che Lui mi è stato accanto altrimenti oggi non sarei qui ancora a scrivere...ma ad oggi l'averlo accanto non mi basta ho bisogno del suo abbraccio ( simbolico si intende) per sentire che non sono eterea ma di carne Viva ...Perchè non riesco più a gioire di niente eppure razionalmente so di avere una Famiglia che è un Dono prezioso , pur con i loro limiti..Perchè mi sento abbandonata e non Amata anche da LUI? Non riesco a più pregare bensì solo a piangere di fronte al crocifisso io non valgo il suo Sangue..Grazie per l'ascolto
...la risposta di don Domenico
Carissima Cristina,
provo a entrare in punta di piedi nella tua vita, per dirti che il Signore non abbandona nessuno, se ci manda le prove è solo per aiutarci a camminare, a non sedersi mai, a sentirsi sempre nelle sue braccia. Esiste nella vita di fede anche la notte, ma l’aurora non può mancare. Hai donato tutto di te agli altri. Questo dono non ritirarlo mai, è il tuo futuro, è quello che solo resterà della tua vita. Affidati a Maria la madre dolcissima di Gesù; hai bisogno della sua maternità, della sua compagnia, di non sentirti sola a piangere il Crocifisso, ma di farlo assieme a Lei con tutto quel mare di dolore, ma con la sicura speranza dell’abbraccio di Dio Padre.
Ciao
don Domenico
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...di Sere (..........28 agosto 2010)
Buongiorno, innanzitutto un ringraziamento per il tempo che spende per ripondere ai nostri dubbi.... Così sfrutto anche io la sua diponibilità.
Le volevo chiedere: una mia cara amica mi ha chieto di accompagnarla ad abortire. Io sono ovviamente contraria all'aborto e ho anche cercato di farle cambiare idea (e sono passata da offrirle tutto il mio aiuto a ricordarle la scomunica) ma non ci sono riuscita. Adesso no so' cosa fare: lei per me c'è sempre stata ma io come posso accompagnarla? e poi anche io incorrerei nella scomunica?
La ringrazio
...la risposta di don Domenico
Carissima Sere,
credo che la cosa più grande e bella da fare è di aiutare la tua amica ad amare la vita, ad apprezzarla, a vedere che c’è la possibilità di accoglierla in tanti modi. La scomunica è una pena vera, ma non è la cosa più importante. Perché invece che prometterle di portarla ad abortire, cosa che ti rende corresponsabile di questo gesto, non le prometti di portarla in un consultorio di ispirazione cristiana così che almeno prima di decidere senta un’altra campana, sia aiutata a vedere anche altri punti di vista e sia aiutata a guardare in faccia la realtà. Molto donne hanno bisogno di trovare una compagnia che le aiuta a trovare la forza della vita in sé, di non sentirsi sole, di affrontare anche il problema economico, se serve… Occorre una rete di pesone positive che non la abbandonano, come capiterà di quelle che dopo l’aborto non ne vorranno più sapere niente, mentre chi sta dalla parte della vita stabilisce nuovi legami perché nasce una nuova vita.
Spenditi per la vita sempre e mai per la morte e non condannare mai nessuno.
Ciao
don Domenico
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Il comportamento del mio parroco |
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...di Franco (....... 27 agosto 2010)
Caro don Domenico,
sono Franco e le voglio esporre un problema delicato ma importante per la mia fede. Riguarda il comportamento del mio parroco. Non sono quì a giudicare ne' ad essere bigotto,ma la cosa mi ferisce molto ed è abbastanza grave. All'inizio quando è venuto nella nostra comunità sembrava disponibile con tutti, con il passare del tempo ha assunto nei miei confronti e nei confronti della mia comunità un atteggiamento scontroso, chiuso egoista e prepotente. Non vuole e non si interessa di intraprendere nessuna attività parrocchiale per spronare i giovani e le persone ad avvicinarsi a Gesù, vuole indebolire e, temo, abolire quelle poche ma significative tradizioni che rendono viva la nostra comunità come un'antica festa, praticata da ben 4 secoli in onore di Maria Santissima, molto cara a me e alla mia comunità. E vero siamo persone umane e possiamo sbagliare, ma il suo modo di comportarsi è diventato insopportabile, le persone non lo sopportano più molti giovani si stanno allontanando dalla Chiesa. Qualcuno si vorrebbe ribellare ma hanno paura ad alcuni non glie ne frega niente. Queste cose hanno determinato in me una forte crisi di Fede, che stò cercando in tutti i modi di difendere. E brutto e invidio molti amici delle altre comunità che stimano i loro parroci. Lei che è sacerdote e che stimo molto come persona come giudicherebbe la cosa?
...la risposta di don Domenico
Carissimo Franco,
la prima cosa da fare tra cristiani è parlarsi, stabilire relazioni buone in cui spiegarsi, fare un giro di 180 gradi per mettersi nei panni dell’altro e cercare di capire. Hai provato ancora a parlare, a dire il tuo disagio, ad andare oltre le chiacchiere di paese? Non è che è stato ferito da alcuni e si trovi isolato e senza possibilità di comunicare? Che si senta attaccato e disprezzato senza colpa, né pena?
Se invece ti sembra di aver già fatto questo, tenta lo stesso di inventare momenti belli di dialogo, invitalo a cena con qualche amico, senza tendere tranelli né richieste, ma gratis in tutto.
Affidati alla preghiera e vedi di fare una gerarchia di valori. Che cosa vi interessa di più la festa tradizionale o il fatto che i giovani non siano più a contatto con il vangelo? Parti da questo allora.
Alla fine, dice il vangelo, senti anche qualche altro prete che lo consoce e che vi aiuti.
Insomma hai capito che la prima cosa da fare non è litigare, ma dialogare.
Ciao
don Domenico
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Vorrei convertirmi all'Islam |
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...di Marianna (.... 27 agosto 2010)
Buongiorno don Domenico,
le scrivo per confrontarmi con lei su una questione su cui sto riflettendo molto: convertirmi all'islam.
Le spiego. Ho 35 anni, da circa un anno frequento un ragazzo musulmano, io sono cattolica, battezzata e cresimata, poco praticante anche se tutti i giorni penso a Dio e parlo con lui.
Con il mio fidanzato stiamo valutando l'idea di sposarci, ci amiamo molto e vorremmo costruire qualcosa insieme. Andrei a vivere in Marocco dove lui abita e lavora.
Per lui non è un problema la diversità di religione, ma per i suoi genitori sì, e stando così le cose potrebbero opporsi al matrimonio. In questo caso il mio fidanzato seguirebbe il parere dei genitori, perchè altrimenti non gli parlerebbero più e lo escluderebbero dalla famiglia (anche se in realtà il Corano permette il matrimonio tra un musulmano e una cristiana).
A questo punto non so cosa sia più giusto per il nostro progetto d'amore, per la mia famiglia- genitori(cattolica) e per me. Sto leggendo il Corano per comprendere meglio il mio fidanzato e la sua religione. Ho visto che ci sono tanti punti di contatto con la religione cattolica.
Qual è il suo punto di vista? Se dovessi convertirmi all'islam commetterei grave peccato nei confronti della mia religione? E nei confronti di Dio? In fondo è lo stesso. Mi aiuti a comprendere. La ringrazio di cuore.
...la risposta di don Domenico
Carissima Marianna,
non è perdendo la tua identità che si salva e si imposta bene il tuo matrimonio; non è cedendo sulla tua fede che trovi un maggior accordo, perché in pratica tu rinunci a qualcosa di profondo e di vero, ti annienti nelle cose più vere per sposarti. E dopo a che cosa dovrai rinunciare per stare assieme? Ti sembra questo il modo migliore di vivere l’amore?
Occorre invece che ciascuno si tenga le sue convinzioni e dentro quelle cercare l’unione, l’accordo, la condivisione di una vita che diventa famiglia. Tu in pratica rinunci a te, alla tua cultura, alla tua religione per andare con Lui, cioè ti annienti. Credi che poi per continuare la vita di famiglia in un mondo non tuo, completamente diverso da come vivi oggi non ti rimonti nella coscienza la necessità di una tua libertà, una identità, un modo di vivere, una cultura che hai barattato svendendoti?
Le stesse cose le direi anche al tuo ragazzo se tu volessi convincerlo a cambiare la sua religione.
Non è che stai facendo anche un ragionamento del tipo: ho 35 anni se non mi sposo adesso non mi sposo più. Cancella questa idea perché è la tomba del tuo amore. Devi sentirti libera pienamente e non costretta da nessuna necessità.
E da ultimo ti dico con franchezza che conosco tante ragazze che hanno fatto come te e tutte si sono pentite, perché non sono più riuscite a vivere con dignità la loro vita di amore perché sono state sepolte in una cultura che non sono mai riuscite a capire. Ti sei chiesta che diritti ha la donna nella cultura mussulmana? Una donna sposata che possibilità ha di gestirsi di una sua vita con le fondamentali libertà della persona?
Cerca pure qualcuno che ha già fatto questa esperienza e avrai anche la concretezza di pareri veri. Noi in genere sconsigliamo, perché la differenza di cultura è troppa e le donne occidentali non riescono a capirla e alla fine non riescono più ad amare e si sentono solo prigioniere.
Niente è impossibile, ma più sono le differenze, maggiore e più vero deve essere l’amore. La cultura non si può cambiare a bacchetta. Le promesse del tuo fidanzato possono essere vere e sincere, ma vedi anche tu che devono fare i conti con il suo ambiente che gli impone determinate cose e che non accetterebbe cambiamenti.
Parlatene con serenità. La mia esperienza finora è stata negativa.
Ciao
don Domenico
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